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La poetica dei mondi pittoreschi di Maria Cernova

Maria Cernova appartiene alla pleiade dei pittori-innovatori del XXI secolo. L’intonazione della sua arte è universale. Il senso della vita lei vede nella capacità di dare e trasformare, aspirando ai piani superiori della conoscenza. Maria è una persona del mondo, un’umanista con la spiritualità innata; un pittore che sta cercando “l’orizzonte per la verticale”; un conoscitore fine della letteratura e arte; una sostanza che sta costruendo il mondo esterno da dentro, secondo il vettore: movimento – energia – animo. La pittrice incarna un simbolo della cultura e comprensione, senza le quali non esiste la personalità nell’arte. Il senso della sua poetica – “l’infanzia eterna”. È quando non smetti di stupirsi del mondo circostante. Maria vive tramite la parola e nella parola. Uno dei cicli dei suoi lavori pittoreschi è chiamato “Leggendo Pasternak”. Cernova è riuscita a cambiare lo “strumento” acquistato con la passione che la distingue. D’ora in avanti un nuovo “taglio della lingua” – la pittura – non richiede da Maria nessun atto determinato e coraggio artistico di vita, senza i quali non esiste il talento del poeta e pittore.

Si sa che l’umanismo è l’interesse per l’Antichità. Non a caso Maria ancora da 12 anni abita e lavora in Patria di Dante. Bisogna menzionare una coincidenza mistica dei posti e circostanze che hanno coinciso nei campi vivi dello stesso spazio. Il caso volle che lei si sia sistemata vicino al posto (tra Pisa e Firenze), dove fu nato il genio del Rinascimento Leonardo da Vinci. La maniera della sua pittura può essere interpretata come dialogo interno con il Maestro. La sua arte si vede attraverso un’ottica di Margherita di Bulgakov.

Maria Cernova professa la natura umanistica della Cultura. Nata in Siberia, lei ha ricevuto l’istruzione europea a Mosca, alla “Terza Roma”, avendo discusso la tesi di dottorato (nell’epoca della perestroika) consona alla rivoluzione spirituale.

Maria, con la passione per il conseguimento e trasformazione della vita (nella letteratura e arte) che la distingue, con la poetica fine e lirismo dei propri eventi pittoreschi, è dal team di Pushkin, Dostojevski, Pasternak, Cvetajeva, e dei pittori dell’avanguardia russa degli anni 10-30 del secolo passato: Malevich, Gonciarov, Larionov, Ekster, Rosanova, Matiushin, Udaltsova, Filonov. Altrimenti non avrebbero sbocciato i fiori delle sue fantasie, che ogni persona vuole guardare, indovinando. I belli mondi di Maria – i pianeti della Gioia e Felicità, Tristezza chiara e Saggezza, dove ogni può sentire, capire e mettere in correlazione.

I primi lavori, che hanno fatto il suo nome conosciuto in Patria e in Italia, hanno le tracce dell’influenza del simbolismo, impressionismo, futurismo, raggismo e, finalmente, primitivismo (ciò che riguarda il progresso nelle arti figurative). Nello stesso tempo i suoi quadri sono pieni del presentimento dei turbamenti mondiali e percezioni del mondo tipici di molti rappresentanti dell’arte russa moderna. In tutto si nasconde e aspira al di fuori una certa potenza.

Maria introduce largamente nella sua arte la tecnica di “dripping” elaborata da Monet e Pissarro. Similmente a A. Ekster e O. Rosanova, Cernova può essere annoverata tra “le amazzoni dell’Avanguardia Russa”. La passione per l’epoca degli anni 10-30 del secolo passato si è convertita in un elemento violento dei colori che, secondo il professore di Sorbona Daniele Menicucci, è simile ad un “colpo della forza eccezionale”. È come la fattura verbale del verso penetrata dalle combinazioni foniche e ritmiche, come l’uso massimo dei principi musicali nella poetica della pittura. I cicli dei lavori pittoreschi è un flusso affascinante delle consonanze e appelli verbali e musicali.

Avendo ascoltato attentamente il ritmo composto delle righe poetiche corte e lunghe di Pasternak, Maria una volta ha capito che la sua poesia è simile ai quadri dei pittori-impressionisti. Cercando di risolvere i versi, si è rivolta alla lirica vecchia che è vicina a questa direzione. La sua poesia ha anticipato il metodo “lirico” della pittura di Maria per il fatto che la sopravvivenza della frazionalità meravigliosa del mondo ha dato la possibilità di indovinare per intuito l’intero. Così, l’interpretazione del tessuto poetico nei colori acquista un carattere chiaramente intimo. La poetica dell’impressionismo delle composizioni “Il ritorno”, “La rapsodia del vento”, “La Sicilia”, “I sogni rosso chiari”, come la poesia di Pasternak, “è fuoruscita dalla musica, dall’impressionismo, dove la parola non significava, ma solo cantava o alludava informemente”.

Una soluzione coloristica delle immagini nel lavoro “Leggendo Pasternak” dà alla parola poetica una multiformità e mobilità complementari sconosciute, aprendo nella poesia le nouve sfumature e faccette del senso. Però il merito principale del principio pittoresco è legato non alle innovazioni formali – il pittore cerca di creare una nuova filosofia dello spazio, aspira a elaborare una propria percezione del mondo universale. La pittura è così armonica che non ha bisogno della misurazione dalle formule matematiche, il senso delle quali è messo nell’arte frattale. Tali disegni sono un tipo del modernismo nelle arti figurative.

L’opera pittorica “La rapsodia del vento” ci ricorda una composizione frattale, sembra essere ottenuta tramite la monotipia. Il frattale è una legge infinitamente autoidentica, in questo caso – un motivo vegetale, dove ogni frammento si ripete ritmicamente in caso di diminuzione della scala. Hai la sensazione che davanti a te c’è un’impronta con un ornamento insolito che non può essere repetuto dal pittore. Singole tele di Maria possono essere annoverate tra i lavori dell’arte frattale.

La pittura frattale di Maria è un universo vivo e flottante che non entra in nessuna cornice. Anche il colorito della “Sardegna” notturna e le sue riflessioni dell’acqua possono essere chiamati l’arte frattale. Esprimendo i sensi segreti in colori, la pittrice sembra invitare al dialogo interno e dare la possibilità all’interlocutore di interpretare a modo suo una nuova arte. Nel lavoro si sentono la grande freschezza della percezione, la sincerità e profondità, lucono i colori vergini e puri dell’ambiente dell’acqua, suonano “le voci delle piogge e tormente di neve”.

Nella composizione “Il ritorno” si sente un’essenza calda dei “discorsi”: questi “fischiettio, schiocco, frascheggio, scintillio, mormorio, pienezza del suono della vita, inondazione delle immagini e sensi” – con una forza inaudita si sono rincuorati nella chiave pittoresca. La bellezza poetica delle infiorescenze è così autosufficiente che permette all’autore di portarsi dalla sfera poetica nella sfera delle arti figurative. È il mondo mobile, effimero, scivolante, dove l’accento in quest’attimo scivolante è sul presente.

La maniera della pittura di Maria preferisce la luce, la toccata, la vibrazione colorata. Proprio la luce diventa elemento sostanziale della pittura. Nel contempo il disegno a sagoma, come il chiaroscuro, è assente; la profondità non è espressa dalla prospettiva, ma dall’addolcimento dei toni di colore.

Il livello della perspicacia pittoresca di Maria nel lavoro “La Sicilia” è plastico e multidimensionale. Alla sua base c’è “un’impressione, ma non un’idea”. Disintegrando il mondo nei “componenti semplici delle sensazioni”, la pittrice evita le emozioni sociali. La composizione che rappresenta l’irrazionalismo del suono della forma lirica è non solo la successione fonica ritmicamente organizzata, ma piuttosto l’energia metafisica universale – il fondamento di ogni creazione. La visibilità del mondo della pittrice è infilata dalle allusioni infinite a questa natura nascosta – è il postulato principale della sua arte.

Gli inizi del lirismo di Maria Cernova sono nella letteratura del modernismo dell’inizio del XX secolo, nell’estetica dell’impressionismo. Così, nel lavoro “Dondolando le onde” l’ideale si apre attraverso gli oggetti visibili nell’impressione istantanea. La poetica dell’impressionismo è risultata essere il modo adatto per l’espressione del contenuto artistico. La pittura diventa un “nuovo centro per l’espressione dei sensi”.

Maria stabilisce il rapporto tra l’anima e la natura in base “all’assenza del motivo della pioggia e lacrime”, si fondono fino all’indistinguibilità. Il rapporto può essere descritto sia nei termini dell’impressionismo che tramite la nozione simbolica delle “conformità”. Il vantaggio si dà ai colori intensi dello spettro solare. Aspirando alla spontaneità e esattezza massimale nell’espressione del mondo evidente, la sua arte è orientata verso il gioco infinitamente multiforme dei riflessi e ombre colorate. La natura è capita come sfera, nella quale si apprende notevolmente e spiritualmente il miracolo del proprio essere – integro, non diviso, il che ci ritorna alla tradizione di Pushkin, alla “benedizione dell’essere”.

Cogliendo la composizione “Tian Shan”, noi, insomma, sentiamo l’identità con la natura. Il lirismo del moto delle associazioni pittoresche è, prima di tutto, “il sogno appena nato dall’immaginazione”. Bisogna sottolineare che nella tela, anche come nella letteratura, sono state usate le grande pennellate – la stessa intonazione, lo stesso umore. Il paesaggio immaginato ci dimostra: nella pittura (e nella poesia) l’impressionismo puro è impossibile, ogni “quadro” verbale cerca il sostegno del senso profondo.

Il lessico pittoresco di Maria, come un’anima viva, è impulsivo e imprevedibile; la metaforicità è eccessiva, l’espressività sgorga oltre i limiti. Ammettiamo pure che il senso non è sempre comprensibile. È importante che tutto… va, corre, vola. È, puo darsi, l’unica cosa veramente futuristica: anche i futuristi hanno messo il suono davanti al senso. Molto presto, però, Cernova ha imparato a combinare l’intuitività e la spontaneità della maniera verde con l’analisi fine e matura.

Entrando nel sistema artistico della composizione “Il sogno. Ho sognato l’autunno nella penombra dei vetri…”, provi la fiducia assoluta nella visione soggettiva della pittrice, nella sua individualità raffinata espressa simbolicamente. Integrando le immagini della subcoscienza pulsante, lei intenzionalmente dà alla composizione il movimento ritmico. Si sa che il simbolismo, in opposizione al naturalismo e realismo, aspira a restituire nell’arte l’idea dell’ideale, della sostanza superiore nascosta dietro i sensi soliti. L’essenza di questa estetica ha espresso con acutezza E. Manet: “Non si crea un paesaggio…, un volto: si crea l’ effetto del periodo del giorno, paesaggio, volto”. Allora, leggendo Pasternak, la pittrice, la cui arte si paragona al “movimento magico” (D. Menicucci), ha entrato non solo nel dialogo interno con il poeta, ma anche nella risonanza delle epoche.

Nel lavoro “I sogni rosso chiari” l’autore è riuscita a trasformare una modalità artistica – la parola in un’altra ritmicità plastica – il colore, mantenendo la parentela interna dell’arte intera e indivisibile. Il colorito della tela di Maria lo conferma vivamente.

Il culmine della sua arte – le esposizioni, dove lei ha fatto parte dei laureati dei Concorsi Internazionali ed è diventata detentore dei premi prestigiosi. Proprio in questo periodo della maniera artistica di Maria “la figuratività impetuosa” non esclude l’esattezza plastica e psicologismo, senza i quali non si può immaginare né la tradizione russa del verso né quella della pittura. Nelle ultime opere ci si sente la promessa di una nuova elevazione. Tanto più che l’impressionismo, secondo la sua natura, è la rivoluzione doppia nella pittura, nella visione del mondo e nella tecnica pittorica.

La gamma dell’attività espositiva di Maria Cernova è abbastanza ampia: il partecipante del biennale internazionale dell’Arte Moderna a Firenze nel 2007; il vincitore del concorso nazionale dell’Arte Moderna (il primo premio nella sezione “Moderno - 2007”, il secondo premio nazionale “CITTA DI MONTECATINI”); il partecipante dell’esposizione Internazionale dell’Arte Moderna in Canadà (il Centro dell’Arte Moderna “Columbus”, Toronto - 2007); il partecipante dell’esposizione Internazionale dell’Arte Moderna nel museo del Quirinale (Roma, il Ministero della Cultura d’Italia).

I lavori di Maria Cernova si trovano nelle collezioni private a Roma, Modena, Pistoia, Montecatini Terme (galleria “Flori”, Italia), nel Museo dell’Arte Moderna a Turania (Rieti, Italia), a Città del Capo (Sudafrica), a Zurigo (Svizzera), nel Centro dell’Arte Moderna “Columbus” (Toronto, Canadà), a Grodno (Belarus), a Novosibirsk (Siberia), a Magnitogorsk (Ural), a Mosca (Russia).

Così, Maria Cernova ha ricevuto il Premio “Fiorentino” (FIRENZE, PALAZZO VECCHIO, SALONE DEL XV secolo) per la sua tela “Dopo la Russia” dedicata a Marina Cvetajeva.

Il quadro “Il paese dell’anima” ha ricevuto il diploma speciale del concorso internazionale “LILLY BROGI LA PERGOLA ARTE FIRENZE“, 2010.

Maria Cernova ha ricevuto il Diploma del primo festival “Montecatini Terme –l’Europa” l’Arte e la Cultura (pittura – scultura – poesia – prosa) per il quadro “È una emozione particolare” (2012) dal ciclo dei lavori “Leggendo Pasternak”.

Allora, nel corso della collaborazione tra la Russia e l’Italia nel campo della Cultura e istruzione, ponendo le priorità nel dialogo artistico di due spazi, è importante capire che la Cultura è come un “salvacondotto” del Terzo Millennio.

Per capire cos’è la Russia oggi, bisogna guardare attentamente la sua arte moderna, gli occhi dei pittori – gli adepti del passato, presente e futuro.

Мария Чернова

Президент ассоциации, арттерапевт (Школа высшей специализации по арттерапии C.R.E.T.E., Флопенция, Италия, дипломная квалификация арттерапевт), кандидат педагогических наук, доцент, старший научный сотрудник РАО (г. Москва), гештальттерапевт, художник-модернист, Монтекатини-Терме, Италия

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